TERAPIE

Conduttore agitando il bastone sopra orc

i trattamenti ideali

Secondo la nostra esperienza bisogna essere disponibili ad orchestrare utilizzando  anche contemporaneamente  tecniche diverse ciascuna adatta ed ottimale per l’individualità della persona ammalata ed anche  per la diversità di ognuna delle sue stesse vene.

Ancora di più si ottiene utilizzando e selezionando tecniche diverse e  combinandole sequenzialmente insieme sulla stessa vena moltiplicando gli effetti positivi ed abbattendo gli effetti sgradevoli e collaterali.

La tecnica scleromousse endovenosa è utilizzabile con diversa aggressività per le grosse e piccole vene e per le teleangectasie ma non per la grande safena. Consiste nell’iniettare all’interno della vena un apposito liquido sclerosante preparato in forma di schiuma quindi diluito  ed  aumentato di volume rendendolo molto efficace perché interagisce più estesamente e più a lungo con la parete interna della vena mantenendo però molto bassa la quantità complessiva del farmaco iniettato. Inoltre la schiuma è visibile dagli ultrasuoni ecografici cosa che può permettere di mirare e seguire con precisione il tratto di vena da occludere.

Il laser transcutaneo di ultima generazione consiste nel far penetrare attraverso la cute con bassa energia  un sottilissimo  (quindi innocuo per la pelle attraversata) raggio di luce laser che colpisca selettivamente la parete venosa innescandone ispessimento e chiusura permanente.

Il trattamento fotochimico consiste nell’utilizzare contemporaneamente le due tecniche (laser e scleromousse) combinandone  sequenza, concentrazione farmacologica ed energia laser ottimizzandole per le caratteristiche di ciascuna vena e teleangectasia. 

Questa tecnica è ideale per trattare  soprattutto per le teleangectasie e piccole venule, e secondo la nostra esperienza la più efficace perché scarica contemporaneamente sul vaso da occludere sia l’energia chimica della schiuma sclerosante che l’energia fototermica del laser aumentandone la capacità occlusiva  e la più rispettosa della pelle perché si utilizza bassa concentrazione di farmaco e bassa energia laser.

 

L’ablazione meccanochimica endovenosa (Clarivein) è una tecnica innovativa ma già molto utilizzata negli USA ed ora anche in Europa per trattare la safena.

Consiste nell’abbinare un’azione meccanica sulla parete interna venosa ed un’azione chimica con uno sclerosante. Il grande vantaggio è che riusciamo a demarcare con precisione e sicurezza il punto di occlusione della safena . Un apposito microcateterino ricurvo alla sua punta e con foro di uscita per il liquido sclerosante viene inserito nella safena dalla gamba fino all’inguine. Scelto con ecografo il punto da cui occludere la safena si aziona la rotazione della punta del catetere fino a circa 3000 giri al minuto creando un danno alla parete interna che viene contemporaneamente irrigata dallo sclerosante iniettato dalla sua punta. Si retrae lentamente il catetere fino a dove si vuol occludere la safena. Non è necessaria  anestesia ne generale ne spinale ne intorno alla vena. Il trattamento dura pochi minuti.

Nessun punto ne cicatrice rarissime e transitorie pigmentazioni da sclerosante (quindi danni estetici nettamente inferiori alle altre tecniche e chirurgia tradizionale scleroterapia laser radiofrequenza)  

Il risultato a lungo termine è paragonabile a quello dello stripping chirurgico.

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